HOME - la storia - don andrea nizzoli
 
 
istruzioni
   

LA STORIA - Lettera di Don Andrea Nizzoli

LETTERE APERTE DI:
LA STORIA
Franco Lenzi
Piero Pierini
Alberto Albericci
Luigi Cardini

CRISTIANESIMO: TI SONO TUTTI DEBITORI

A chi dono il mio sangue? Sarà un meritevole? Può darsi di no, forse è l'ultimo a cui doneremmo spontaneamente. Quel tale sarà soggetto di quella stessa opera di carità, semplice perché carica di verità, per cui duemila anni fa in Terra Santa, il Verbo si fece carne per noi peccatori, e operò in modo tale che nessuno mai si stancherà di guardare a Lui. "Chi beve alla mia fonte non avrà più sete e fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno" (Gv. 7,37-38).
Dall'intelligenza della nostra santa fede continua, ormai da quarant'anni, quell'opera di carità, più forte di ogni male, iniziata sul Calvario, che non guarda in faccia a nessuno ma semplicemente ama il prossimo, perché immagine somiglianza di Dio. Forse qualcuno può dire di essere meritevole di quel sangue che Gesù ha versato dalla croce? Senza di quello non saremmo, noi, quello che ora siamo, soprattutto noi cattolici, italiani ed europei.
Colgo l'occasione di questo quarantennale della FRATRES di Bagnone, che ci vede donatori in progressione, viste le belle cifre, il continuo aumento di iscritti e donazioni, per dire di noi, che verso il prossimo perseveriamo secondo uno stile apostolico che mi fa diritto pensare a quel passo del Vangelo: " e vistolo l'amò", chiunque tu sia, quando Gesù parlava al giovane ricco, attaccato morbosamente alla propria vita. Secondo la esuberante positività cattolica mi volgo per primo anche al nemico e non chiedo nulla in cambio. Dio che vede nel segreto ricompenserà oltre ogni misura. Di per sé, ogni volta che incontriamo il prossimo, ci si para innanzi tutto il mistero della persona umana; ancor più nella luce del Vangelo, dove Dio dice a te singolarmente: Tu sei eterno. Terribile avere fame di eternità.
Siamo al momento conclusivo nella stesura della costituzione Europea. Da tanto tempo l'attuale regnante pontefice Giovanni Paolo II, denuncia l'assoluta mancanza di riferimento alla radice cristiana, quando ciò che siamo, noi europei, è necessariamente legato a ciò che noi pensiamo. Non c'è null'altro che possa conservare la nostra identità se non che la nostra cultura, cioè quello che pensiamo e quindi ciò in cui crediamo. Dimenticarsi del cristianesimo oggi, in Europa, vuol dire perdere tutte le ragioni del nostro buon senso comune , cioè una penetrazione di duemila anni di verità, che hanno fatto della nostra terra una civiltà sempre più a misura d'uomo secondo il piano di Dio.
Una delle espressioni più significative di solidarietà è costituito dalla donazione del sangue e degli organi. Si tratta di un autentico "servizio alla vita", quanto mai urgente oggi. La capacità di donare e di essere dono per coloro che soffrono va educata a livello sia personale che comunitario. (Discorso dei Vescovi Italiani in occasione della 11° Giornata Mondiale del Malato).
Senza verità tutto diventa complicato. È quanto vediamo oggi. Dopo il crollo di tutti i blocchi politico culturali. Tutte le relazioni sono complicate, a livello politico, sociale, economico, non si può fare riferimento a nessuna cultura veramente condivisa. Anzi emergono tradizionali e antiche differenze di civiltà. Non convince nessuna etichetta, bisogna vedere ogni singola persona cosa dice, cosa fa, che frutto porta. Senza l'intelligenza della fede la complessità è diventata la nostra quotidianità. Si contrappone, nella chiarezza, totale, assoluta, l'opera del falegname di Nazaret e dei suoi dodici.
Alla luce della fede, le ombre si dileguano rapidamente. Motivazioni vere e profonde spingono a vivere nella carità fraterna. Vai con cuore di Figlio, dal Padre Tuo che ti ama, senza cui sei orfano. Nella Sua casa la tua volontà impara ad amare come Gesù.
Se viene a mancare il cristianesimo, corrono pericolo mortale alcuni punti forti della nostra civiltà occidentale, che sono frutto solo della croce:
la dignità umana, la libertà individuale, la sollecitudine verso le vittime, la solidarietà verso tutti i poveri e tutti i disagiati, la dignità di ogni lavoro, la distinzione tra religione e politica, e soprattutto venendo più vicino a noi della FRATRES, la premura verso i malati.
Non è un caso che l'ospedale sia un'invenzione della Chiesa Cattolica e che fino al 18° secolo essa soltanto li abbia fondati e gestiti. Faccio mio per concludere, le parole del Santo Padre citate dai Vescovi nel discorso sopra menzionato: "occorre seminare nel cuore di tutti e in particolare dei giovani le motivazioni vere e profonde". Ci guidi la Vergine Madre , a cui affido il nostro gruppo FRATRES per gli anni avvenire, in perseveranza e coerenza. Lei, che ogni volta che doveva rendere ragione della propria vita, mostrava di aver conservato gli insegnamenti di Gesù meditandoli nel proprio cuore.

L'Assistente Spirituale
Don Andrea Nizzoli

 
     
     
 
indietro
top