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LA STORIA - Lettera di Franco Lenzi

LETTERE APERTE DI:
LA STORIA
Piero Pierini
Don Andrea Nizzoli
Alberto Albericci
Luigi Cardini

LUNIGIANA: LE OPERE E I GIORNI

"E' bello compiacersi del rapporto donazioni/abitanti che colloca ai vertici nazionali questa vecchia e povera terra dell'alta Lunigiana".
Questa affermazione di un tecnico del C.T. di Pontremoli, comparsa su un recente numero di "Fratres", sintetizza il legittimo orgoglio che più volte ho sentito esprimere dai dirigenti locali, nei frequenti contatti attraverso i quali la dirigenza regionale della Consociazione, anche in funzione della collaborazione con L'Ente Regione alla programmazione annuale della raccolta, valuta di volta in volta l'andamento delle donazioni.
Alla continua richiesta di incremento percentuale per far fronte all'aumento del fabbisogno, la Lunigiana giustamente eccepisce che, ai livelli già incredibili ai quali si situa, non è facile crescere ancora; eppure la provincia di Massa, grazie proprio alla Lunigiana, è rientrata alla grande in quel 5% di crescita percentuale indicato come obiettivo nella programmazione 2002 e anche in questo primo semestre del 2003, in cui quasi tutte le realtà locali stentano a conseguire l'ulteriore 3% di incremento programmato, la provincia di Massa è fra le poche zone che segnano un progresso, quanto meno per quanto riguarda la donazione "Fratres" e sempre grazie alla Lunigiana.
In Toscana nel 2002 si sono raccolte circa 188.000 unità di sangue ed emocomponenti. Gli abitanti della Toscana superano abbondantemente i tre milioni e mezzo: la media di donazioni per mille abitanti risulta di circa il 53,7 ed è un coefficiente di cui andare orgogliosi, rispetto alla media nazionale e anche a quella europea. Ma in Lunigiana, nonostante i disagi del territorio e l'elevata età media della popolazione, si toccano le 120 donazioni per mille abitanti! E non si tratta di picchi occasionali, di estemporanei exploits: questi livelli di donazione, frutto della forte motivazione dei donatori, della tenacia dei dirigenti e del profondo radicamento dei Gruppi "Fratres" lunigianesi nelle realtà locali, persistono nel tempo con una progressione di anno in anno che non conosce stanchezze, crisi, congiunture negative.
È in questo esemplare quadro della donazione "Fratres" in Lunigiana che si iscrivono i quattro decenni di storia del gruppo "Ugo Martinelli" di Bagnone, che festeggia quest'anno il suo quarantesimo anniversario.
Quando, agli inizi degli anni Cinquanta, nacquero quei primissimi nuclei donatori di sangue delle Misericordie da cui tutti discendiamo, dopo Empoli, Rifredi e Viareggio anche Pontremoli raccolse il testimone. Bagnone fa parte di quella vigorosa fioritura di realtà locali che nel decennio successivo, seguendo generosamente i vicini esempi, pullularono in Lunigiana e in Versilia, in Luccchesia e in Valdera, nell'area fiorentina e in quella senese e man mano in tutta la Toscana , imponendosi come un fenomeno talmente rilevante da trascendere gli iniziali limiti di attività interna alla Misericordie e doversi organizzare come realtà autonome.
Divenuti "Consociazione Fratres", varcammo i confini della Toscana e i "Gruppi Fratres" germogliarono e crebbero in Puglia e in Sicilia, poi in Lazio, Sardegna, Campania, Calabria.

"Come fiore che fugga sullo stelo m esile e vada a rifiorir lontano".

Oggi "Fratres" è una delle quattro sigle associative di donatori di sangue contemplate dalla legge nazionale ed è con legittimo orgoglio che i pionieri del movimento ricordano e festeggiano i propri ormai lontani esordi che, in fertile terra, hanno dato radici a questa pianta stupenda.

Il Presidente Regionale
Franco Lenzi

 
     
     
 
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