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LA STORIA - Lettera di Alberto Albericci

LETTERE APERTE DI:
LA STORIA
Franco Lenzi
Piero Pierini
Don Andrea Nizzoli
Luigi Cardini

"DONARE SANGUE UN IMPEGNO DI TUTTI", CONTINUATE AD AIUTARCI:

Questo è lo slogan della campagna di comunicazione sociale che la Regione Toscana ha avviato nell'anno 2003 sul problema sangue.
Poiché il sangue non si può produrre, i cittadini devono farsi carico del problema, assumere un atteggiamento corresponsabile.
Bisogna promuovere la cultura dei doveri, oltre a quella dei diritti.
In quest'ottica di esercizio dei doveri, credo che dobbiamo insistere su due aspetti legati al problema sangue: per prima cosa l'educazione alla salute, che significa diffondere tra i cittadini comportamenti alimentari sani, abitudini sessuali sicure, stili di vita che non trascurino l'attività fisica e che evitino l'abuso di farmaci, di alcool, di sostanze varie, per fare di noi soggetti sani e quindi potenziali donatori.
All'educazione alla salute si deve accompagnare, inoltre, la cultura della solidarietà, perché donare il sangue è un gesto gratuito, solidale e volontario che alimenta un "patrimonio" collettivo di cui ciascuno può usufruire al momento del bisogno.
Qualcuno ha calcolato che nei paesi occidentali 95 persone su 100 hanno bisogno, almeno una volta nella vita, in occasione di una malattia o di un intervento chirurgico, di ricorrere ai globuli rossi altrui. Il nostro sistema sanitario ha sempre più bisogno di questo prezioso liquido, anche perché con il progredire delle conoscenze scientifiche, si eseguono interventi sempre più complessi, che quindi richiedono quantità di sangue sempre maggiori.
Tutti possiamo essere donatori, la medicina attuale può disegnare su misura il tipo di donazione per ciascun donatore. Queste tecniche, indicate anche con il nome di "aferesi", devono trovare una applicazione sempre più estesa, proprio per favorire un uso più razionale del sangue.
"Continuate ad aiutarci" questo pensiero è rivolto a tutti in occasione di questa ricorrenza quarantennale; alla gente, perché ci sostenga nei momenti di vita e di attività del nostro Gruppo, è infatti fondamentale per noi sentirsi appoggiati ed avere il consenso della popolazione; ai donatori, perché sono loro la vera forza del Gruppo, in quanto, attraverso il loro gesto, è affidato anche un messaggio portatore di un valore di vita che molto spesso non abbiamo il coraggio di diffondere. Spetta a noi questo compito di trovare nuovi donatori, specialmente tra i giovani.
Il nostro sistema normativo stabilisce che la raccolta del sangue è affidata al Servizio Sanitario Nazionale. L'importanza di questo gesto è sancito anche dal diritto del lavoro, che riconosce al lavoratore dipendente una giornata libera retribuita per fare la donazione.
Recentemente vi è stata una ventilata ipotesi di affidare alle multinazionali farmaceutiche la raccolta; la privatizzazione del sangue comporterebbe rischi gravi sul piano della sicurezza e dei controlli, oltre ad essere scorretta sul piano dei principi.
Vogliamo dare alla nostra Giornata sociale un particolare significato, perché sono quarant'anni che il Gruppo è nato alla vita nella sua completa personalità, non tanto per esaltarci per il poco bene compiuto, ma per rivivere assieme con slancio ed entusiasmo il nostro primo sorgere, ricordando i sacrifici ed i meriti compiuti, affinché non passi inosservato quell'umile e prezioso gesto dei donatori defunti, ed aggiungendo al tempo stesso la nostra determinazione nel proseguire e promuovere tra la nostra gente la cultura della donazione fino a raggiungere quella "post-mortem" la donazione degli organi.
È mio dovere ringraziare l'Amministrazione Comunale per la disponibilità e l'aiuto concesso nella realizzazione della manifestazione; altresì un grazie di cuore ai componenti del Consiglio Direttivo per l'impegno profuso ed ancora un grazie di cuore alle personalità, che attraverso il loro pensiero, hanno permesso la realizzazione di questo giornale.

Il Presidente del Gruppo di Bagnone
Alberto Albericci

 
     
     
 
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